lunedì 4 maggio 2015

Verde Malpelo

Ricordo un film vecchiardo in cui mi sono imbattuta per sbaglio una mattina di tanti anni fa nell'appartamentino al mare; tutti dormivano ancora, io mi sono messa a fare zapping alla ricerca di qualche cazzata che potesse distrarmi dall'insonnia. Così sono piombata su questo canalaccio dove si raccontava la storia di un ragazzino sfigato a cui i capelli erano improvvisamente diventati verdi. Tutti lo prendevano in giro, era una specie di Verde Malpelo dell'America sudista. Adesso non rammento per bene le dinamiche, fatto sta che lo sventurato fanciullo alla fine tornava di una tinta socialmente accettabile e, soprattutto, di buon umore. L'unico elemento che ricordo con chiarezza era una frase pronunciata da un personaggio per confortare il piccino: "non c'è nulla al buio che non ci sia alla luce" (vuoi vedere che il moccioso, non soddisfatto dei capelli punk, c'aveva pure fifa?). Quelle parole mi avevano colpita così tanto che me le ero trascritta pure sul mio tascapane da adolescente ribelle. Era molto tempo che non si affacciavano nuovamente alla mia memoria e stamattina cucù, eccole lì. Se c'è una cosa che ho imparato da anni di terapia, è che analizzare il momento è fondamentale: perché ora? Ebbene, con mio sommo rammarico (non ci crede nessuno, è inutile) rimando il ripasso dei verbal tenses per l'esame del 21 e mi piazzo a farmi le pippe mentali assieme a dell'ottima musica; e poi ho dimenticato tutto il necessario per studiare a casa, vuoi vedere che le coincidenze davvero non esistono?

2 commenti:

  1. Molto bella la frase : non c'è nulla al buio che non ci sia alla luce". Fa lo stesso se l'annoto sulla Moleskine?

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