martedì 19 maggio 2015

A Neverending May

Un maggio infinito. Un granello di eternità si è intrufolato tra le emozioni che questo bizzarro mese mi ha portato. Mi sono sempre sentita sbilanciata verso la caducità e il perpetuo ciclo di rinascita-distruzione e credo che ciò abbia contribuito fortemente alla persona che sono diventata; anche per questo sono sempre dubbiosa quando qualcuno mi definisce una persona fondamentalmente ottimista. Eppure quella piccola briciola mi sta facendo rivalutare molti dei mattoncini che mi costituiscono. Sembra che essa raccolga attorno a sé forme sconosciute di energia fino a questo momento silenti, che d'un tratto fluiscono vivaci nel mio cervellino. Ciò che appariva forzato risplende naturalmente sotto la sua influenza. Sapevo della presenza di alcune figure nei coni d'ombra, ma li lasciavo lì tranquilli come trofei di battaglie passate, vinte o perdute che fossero; a volte un po' ingombranti, ma raramente pericolosi. La briciolina, come ogni bastardissimo frammento che si rispetti, ben si è incastrata tra quei residui bellici e vi ha gettato sopra la sua tenue luce rivelatrice, facendomi cacciare non poche urla di sorpresa (a volte anche di dolore). Dopo l'inizale trauma, riconfrontarmi con quelle vecchie chincaglierie mi ha permesso di sbarazzarmene. E così sia, è il cuore della primavera, no?


lunedì 4 maggio 2015

Verde Malpelo

Ricordo un film vecchiardo in cui mi sono imbattuta per sbaglio una mattina di tanti anni fa nell'appartamentino al mare; tutti dormivano ancora, io mi sono messa a fare zapping alla ricerca di qualche cazzata che potesse distrarmi dall'insonnia. Così sono piombata su questo canalaccio dove si raccontava la storia di un ragazzino sfigato a cui i capelli erano improvvisamente diventati verdi. Tutti lo prendevano in giro, era una specie di Verde Malpelo dell'America sudista. Adesso non rammento per bene le dinamiche, fatto sta che lo sventurato fanciullo alla fine tornava di una tinta socialmente accettabile e, soprattutto, di buon umore. L'unico elemento che ricordo con chiarezza era una frase pronunciata da un personaggio per confortare il piccino: "non c'è nulla al buio che non ci sia alla luce" (vuoi vedere che il moccioso, non soddisfatto dei capelli punk, c'aveva pure fifa?). Quelle parole mi avevano colpita così tanto che me le ero trascritta pure sul mio tascapane da adolescente ribelle. Era molto tempo che non si affacciavano nuovamente alla mia memoria e stamattina cucù, eccole lì. Se c'è una cosa che ho imparato da anni di terapia, è che analizzare il momento è fondamentale: perché ora? Ebbene, con mio sommo rammarico (non ci crede nessuno, è inutile) rimando il ripasso dei verbal tenses per l'esame del 21 e mi piazzo a farmi le pippe mentali assieme a dell'ottima musica; e poi ho dimenticato tutto il necessario per studiare a casa, vuoi vedere che le coincidenze davvero non esistono?