Un maggio infinito. Un granello di eternità si è intrufolato tra le emozioni che questo bizzarro mese mi ha portato. Mi sono sempre sentita sbilanciata verso la caducità e il perpetuo ciclo di rinascita-distruzione e credo che ciò abbia contribuito fortemente alla persona che sono diventata; anche per questo sono sempre dubbiosa quando qualcuno mi definisce una persona fondamentalmente ottimista. Eppure quella piccola briciola mi sta facendo rivalutare molti dei mattoncini che mi costituiscono. Sembra che essa raccolga attorno a sé forme sconosciute di energia fino a questo momento silenti, che d'un tratto fluiscono vivaci nel mio cervellino. Ciò che appariva forzato risplende naturalmente sotto la sua influenza. Sapevo della presenza di alcune figure nei coni d'ombra, ma li lasciavo lì tranquilli come trofei di battaglie passate, vinte o perdute che fossero; a volte un po' ingombranti, ma raramente pericolosi. La briciolina, come ogni bastardissimo frammento che si rispetti, ben si è incastrata tra quei residui bellici e vi ha gettato sopra la sua tenue luce rivelatrice, facendomi cacciare non poche urla di sorpresa (a volte anche di dolore). Dopo l'inizale trauma, riconfrontarmi con quelle vecchie chincaglierie mi ha permesso di sbarazzarmene. E così sia, è il cuore della primavera, no?

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