venerdì 23 gennaio 2015

Bistecche a due zampe

"Non serve che tu lo dica, così non dirai nemmeno una bugia."
Più o meno funziona così. E per noi, bastardi dell'onestà a tutti i costi e dell'emotività mutilata, non è semplice farci conoscere per quel che siamo, perché i termini non ci sono familiari. Sempre disposti a farci da parte per non urtare gli altri; il mondo ha sempre girato a modo loro, d'altronde. Se credete che ne usciamo indenni vi sbagliate di grosso: ci aggrappiamo mani e piedi a qualche utopica ars consolatoria, ce la ficchiamo per benino nel cervello e ne bruchiamo l'essenza come mucche al pascolo. C'è chi ne trae grandi soddisfazioni, persino profitto. C'è a chi quell'erba di montagna, ricca e profumata, va di traverso.

mercoledì 21 gennaio 2015

Crudo a puntino

Se dovessi associare una sensazione fisica alla solitudine, sarebbe senza ombra di dubbio il freddo, quello che dalle mie parti chiamiamo "il freddo crudo". Qui il clima secco è una sorta di presunzione tipo la fusione nucleare a freddo. Il midollo pare inzupparsi dell'umidità che penetra nelle ossa, le articolazioni gonfie si muovono con stanca fatica. Si possono indossare milioni di vestiti, diventando una cipolla a strati di lana e cotone caldo, ma non si riesce ad impedire l'avanzata trionfale del gelo. E non è affatto necessario che ci sia una temperatura polare, no, basta poco. Già, basta poco per provare quella stretta morsa che fa rimpiangere il proprio rifugio calduccio, un bel plaid foffoso e una tazzona di tè bollente tra le mani.
Nostalgia? Sì. Chiusura? Anche. Immobilità? Ce l'ho.
Però mio papà mi ha insegnato che senza questa piccola crudeltà naturale la primavera e l'estate non sarebbero altrettanto produttive e che c'è da preoccuparsi quando l'inverno non è sufficientemente spietato.